Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità concernente Giancarlo CITO, deputato nella XIII legislatura, con riferimento ad un procedimento penale pendente nei suoi confronti presso il tribunale di Taranto (il procedimento n. 1669/98 RGNR - n. 4360/98 RGGIP).
La richiesta si riferisce a un procedimento penale iniziato a carico dell'onorevole Cito in seguito ad una denuncia-querela di Antonio Attino. Quest'ultimo ha denunciato all'autorità giudiziaria il deputato richiedente perché, nel corso del programma televisivo «Il diritto alla giustizia giusta» mandato in onda il 27 febbraio 1998 sulla rete Super 7 di Taranto, offendeva la sua reputazione apostrofandolo con le parole ingiuriose di «imbecille, idiota e cretino» accusandolo inoltre di avere messo in ridicolo la città di Taranto.
La Giunta ha esaminato il caso nella seduta del 28 gennaio 2003, ascoltando anche Giancarlo Cito. Questi ha chiarito che la polemica intercorrente tra lui e l'Attimo si riferiva al fatto che quest'ultimo aveva pubblicamente reso nota una condanna a carico del Cito proprio per una precedente diffamazione a carico dello stesso Attimo emanata dal tribunale di Taranto. Tale condanna era poi passata in giudicato a motivo della conferma in appello e del rigetto del ricorso per cassazione. Senonché - poiché durante il processo in primo grado il Cito era stato dichiarato contumace - lo stesso Cito aveva segnalato al presidente della Camera pro-tempore che tale contumacia era stata dichiarata nonostante che il suo impedimento a partecipare al processo fosse motivata dalla partecipazione a sedute dell'Assemblea della Camera con votazioni. Per tali motivi, la Camera dei deputati ha elevato un conflitto di attribuzioni che la Corte costituzionale ha dichiarato ammissibile con ordinanza n. 126 del 2002.
Nonostante i pareri contrari di taluni componenti, le affermazioni di Giancarlo Cito sono parse alla maggior parte dei membri della Giunta espressisi sul punto inserirsi nel contesto di una polemica politica con evidenti risvolti di tipo parlamentare.
Per tali motivi, a maggioranza, la Giunta ha deliberato nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.
Sergio COLA, relatore.
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