Doc. IV-quater, n. 39





Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità concernente Amedeo Matacena, deputato nella XII e XIII legislatura, con riferimento ad un procedimento penale pendente nei suoi confronti presso la corte d'appello di Reggio Calabria a seguito di una querela sporta da Giovanni Filocamo, anch'egli deputato della XIII legislatura.
La vicenda trae origine da una lettera inviata dal Matacena il 13 maggio 1995 a Giovanni Filocamo, e per conoscenza ad altri esponenti del partito di Forza Italia, tra cui gli onorevoli Previti e Valducci e, in ambito regionale, Giuseppe Nisticò e Giovambattista Caligiuri. In tale lettera il Matacena muoveva al Filocamo l'accusa di aver sostenuto «la candidatura alle ultime elezioni regionali di un professionista sul quale sono pendenti due procedimenti penali e che appena eletto è assurto agli onori della cronaca per avuto una nuova richiesta di rinvio a giudizio». Inoltre - sempre secondo il capo d'imputazione - la lettera conteneva rilievi all'onorevole Filocamo «di incapacità, inettitudine, miopia e stupidità politica» nonché ancora «di umana invidia per ragioni politiche a causa del suo insuccesso elettorale alla Camera dei deputati» di una persona che «non è in grado di presentare un candidato neanche per l'elezione del suo condominio». La missiva si concludeva con la frase «Con inesistente stima». Da tale lettera è scaturito un procedimento penale (il n. 1432/95 - Locri) sia per ingiuria aggravata, dal momento che la lettera è stata inviata a Giovanni Filocamo, sia per diffamazione aggravata perché l'offesa è stata diffusa mediante l'invio del testo ad una pluralità di altre persone.
La sezione distaccata di Caulonia della pretura di Locri con sentenza in data 12 luglio 1997 ha ritenuto l'onorevole Matacena colpevole del reato ascrittogli, condannandolo alla pena di 600 mila lire di multa oltre che al pagamento delle spese processuali e al risarcimento del danno subito dalla parte civile costituita.
La Giunta ha esaminato il caso nella seduta del 9 luglio 2002, ascoltando anche Amedeo Matacena.
Nel corso dell'esame è emerso che l'oggetto specifico dell'invettiva dell'onorevole Matacena atteneva a un ambito prettamente politico-parlamentare, vale a dire la scelta da parte dei diversi esponenti di Forza Italia in Calabria dei candidati sia per le elezioni regionali appena tenutesi che per quelle politiche da tenersi nell'aprile del 1996, occasione in cui peraltro sia Matacena che Filocamo furono eletti alla Camera dei deputati. Si è trattato in sostanza di un diverbio squisitamente politico interno al predetto movimento attinente alla strategia elettorale, che è apparso nell'unanime opinione dei componenti espressisi sul punto, di scarso rilievo offensivo, atteso anche che non vi è stata pubblicazione sulla stampa. Né si può sostenere che il Filocamo ne abbia subito pregiudizio durevole all'immagine, dal momento che non solo di lì a qualche mese sarebbe stato eletto deputato, ma anche che al rinnovo del Consiglio regionale della Calabria nel 2000 egli è stato chiamato dal neo-eletto presidente della Giunta a ricoprire un incarico di assessore.
Per questi motivi, la Giunta all'unanimità propone all'Assemblea di deliberare nel senso che i fatti oggetto del procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.

Erminia MAZZONI, relatore.


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