Doc. IV-quater, n. 33





Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità concernente il deputato Alessio Butti, con riferimento a un procedimento penale pendente nei suoi confronti presso il tribunale di Roma (proc. n. 12537/02 RGNR).
La vicenda trae origine da una dichiarazione resa all'Agenzia ANSA il 30 ottobre 2001 in ordine al mancato accordo tra la RAI e la Crown Castle in ordine alla cessione di RAIWAY. Per come gli vengono attribuite nel capo di imputazione, le affermazioni del deputato Butti sono le seguenti: «Si dovrà verificare per quale motivo Zaccaria, Emiliani e compagni volevano concludere un accordo penalizzante per gli interessi della RAI. Ma soprattutto perché all'indomani della presa d'atto negativa del Governo, gli stessi personaggi si stracciano le vesti per la mancata vendita di RAIWAY. Non vorremmo che con la vignetta di sabato sul Foglio (gli americani che riconsegnano le antenne si chiedono se devono rendere anche le mazzette) Vincino abbia involontariamente e con il sorriso sulle labbra rappresentato la verità o qualcosa che si avvicina ad essa».
Per tali affermazioni il deputato Butti è stato querelato.
La Giunta ha esaminato il caso nella seduta del 16 maggio 2002, ascoltando il deputato interessato.
Dal dibattito è emerso che le dichiarazioni per le quali l'onorevole Butti è stato chiamato in giudizio, contenute nel comunicato ANSA del 30 ottobre 2001, furono rese dal predetto deputato in qualità di rappresentante del gruppo di Alleanza Nazionale nella Commissione parlamentare di vigilanza sul servizio pubblico radiotelevisivo. Tale Commissione infatti di lì a qualche giorno si sarebbe occupata del caso RAIWAY. Nella seduta del 6 novembre 2001 iniziò l'audizione del presidente della RAI Zaccaria e del direttore generale Cappon. Già in tale seduta il presidente della RAI ebbe a esporre i motivi per cui il vertice del servizio pubblico radiotelevisivo aveva intavolato le trattative con la società Crown Castle per acquisire conoscenze tecniche e capitali per affrontare la sfida delle nuove tecnologie ed, in particolare, della digitalizzazione. Lo stesso presidente Zaccaria espresse poi il suo marcato disappunto per l'intervento del Governo ed in particolare del ministro Gasparri che, a suo avviso, avevano causato alla RAI un grave danno.
L'audizione è poi proseguita nelle sedute del 14 e 21 novembre 2001, con interventi di diversi componenti la Commissione, alcuni dei quali espressero solidarietà ai vertici della RAI per gli attacchi loro mossi dal ministro Gasparri, mentre altri si mostrarono critici verso la gestione dell'azienda e più propensi a condividere le posizioni del Governo. In quasi tutti gli interventi comunque la vicenda di RAIWAY fu trattata e fu oggetto di diverse valutazioni, talora anche polemiche: da un lato si considerino gli interventi dei deputati Carra e Giulietti nella seduta del 14 novembre 2001; dall'altra quelli del senatore Bonatesta e dal deputato Caparini nella medesima seduta.
Del resto, anche prima delle predette sedute della Commissione di vigilanza RAI e in epoca anteriore ai fatti contestati al deputato Butti, la questione RAIWAY-Crown Castle era stata sollevata dal deputato Rositani (appartenente al medesimo gruppo dell'onorevole Butti) con un'interrogazione a risposta in commissione (la n. 5/00276) nella quale l'interrogante si era diffuso lungamente sui dettagli tecnici e sui vantaggi gestionali e patrimoniali di un eventuale accordo tra la RAI e la menzionata società americana. L'atto ispettivo si concludeva proprio con un interrogativo circa la convenienza economica per la RAI di un simile accordo.
Si osservi inoltre che la vicenda di RAIWAY non esaurì la sua eco parlamentare nell'autunno del 2001, ma fu oggetto di attenzione anche vari mesi dopo. Si consideri infatti sia l'intervento del deputato Giulietti in Commissione di vigilanza RAI durante l'audizione del nuovo presidente Baldassarre il 12 marzo 2002; sia l'interrogazione a risposta orale n. 3/00791 del deputato Delmastro Delle Vedove (appartenente anch'egli al medesimo gruppo dell'onorevole Butti), volta a conoscere quali intendimenti avesse il ministro delle comunicazioni circa le spese legali che il cessato vertice della RAI si era impegnato a sostenere per contestare in sede giurisdizionale la decisione del Governo di opporsi al contratto RAI-Crown Castle.
Alla luce di tanto, è maturata nei membri della Giunta che si sono espressi sul punto la convinzione che le affermazioni qui in esame costituiscono un momento di polemica politica e di proiezione esterna alle Camere di contenuti oggetto di largo e approfondito dibattito parlamentare.
Peraltro, non è parso privo di significato che durante l'audizione nella seduta della Giunta del 16 maggio 2002, il deputato Butti, sollecitato al proposito da una precisa domanda, ha sostenuto che non ha mai pronunciato all'indirizzo dei querelanti la parola «mazzette» e che l'intento della sua dichiarazione non era quello di offendere alcuno, ma solo di intervenire su un argomento di attualità politica.
Per questi motivi, la Giunta all'unanimità propone all'Assemblea di deliberare nel senso che i fatti oggetto del procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.

Giuseppe LEZZA, relatore.


Frontespizio