XII Commissione - Resoconto di giovedì 16 febbraio 2006


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ATTI DEL GOVERNO

Giovedì 16 febbraio 2006. - Presidenza del presidente Giuseppe PALUMBO. - Intervengono i sottosegretari di Stato per la salute Cesare Cursi e Domenico Di Virgilio.

La seduta comincia alle 14.15.

Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2001/83/CE, recante un codice comunitario per i medicinali per uso umano, e della direttiva 2003/94/CE, che stabilisce i principi delle buone prassi di fabbricazione relative a medicinali per uso umano e in fase di sperimentazione.
Atto n. 591.
(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole con condizioni e osservazioni).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato, da ultimo, il 15 febbraio 2006.

Giuseppe PALUMBO, presidente, avverte che sono pervenuti i rilievi della Commissione bilancio sullo schema di decreto legislativo in titolo.

Fabio Stefano MINOLI ROTA (FI), relatore, richiamato il dibattito svoltosi nella seduta di ieri, si dice d'accordo con il deputato Labate riguardo al fatto che a un provvedimento complesso ed esteso come quello in esame sarebbe stato opportuno che la Commissione dedicasse più tempo e attenzione di quanto sia possibile a Camere sciolte. Assicura che, in ogni caso, in qualità di relatore ha debitamente approfondito le diverse questioni, come dimostra del resto l'articolata proposta di parere favorevole con condizioni e osservazioni


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da lui presentata nella precedente seduta.
Ciò premesso, integra e, in parte, modifica la predetta proposta di parere aggiungendo, nell'osservazione di cui alla lettera g), dopo la parola «pubblicità», le parole «al pubblico», in modo da rendere ancor più chiaro che non si fa riferimento alla pubblicità rivolta ai soggetti destinatari dell'informazione medico scientifica, bensì a quella rivolta al pubblico dei consumatori; ed aggiungendo, altresì, due ulteriori osservazioni: l'una (lettera l)) per suggerire al Governo la riformulazione del comma 4 dell'articolo 158 nei seguenti termini: «I titolari delle autorizzazioni rilasciate dai competenti organi previsti dalla legislazione regionale in conformità di quanto già disciplinato dal decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 538, i quali, sulla base della previgente normativa eseguivano operazioni di importazione, riconfezionamento e rietichettatura di materie prime farmacologicamente attive per le quali è oggi richiesta un'autorizzazione ai sensi del Titolo IV del presente decreto, possono continuare le stesse operazioni a condizione che ottengano entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto l'autorizzazione da esso prevista»; e l'altra (lettera m)) per raccomandare al Governo il recepimento dei rilievi espressi dalla Commissione bilancio.

Giuseppe PALUMBO, presidente, rilevato che su alcuni organi di stampa di oggi sono apparse notizie non del tutto esatte rispetto a quanto previsto dallo schema di decreto legislativo in titolo in relazione ai farmaci omeopatici, ritiene opportuno sottolineare che il provvedimento non intende ostacolare l'esercizio dell'omeopatia in Italia o metterne a rischio la sopravvivenza. Il provvedimento si limita a stabilire che, oltre un certo livello di concentrazione del principio attivo, i farmaci omeopatici, non distinguendosi più dagli allopatici, devono essere sottoposti anch'essi alle verifiche previste per questi ultimi ai fini dell'autorizzazione all'immissione in commercio, fermo restando che, al di sotto di tali soglie di concentrazione, rimane in vigore il meccanismo della registrazione semplificata.
Essendosi esaurita, con la replica del relatore, la discussione, ritiene che la Commissione possa procedere alla votazione della proposta di parere del relatore, come da ultimo riformulata.

Giovanni Mario Salvino BURTONE (MARGH-U), intervenendo sull'ordine dei lavori, chiede alla presidenza di rinviare alla prossima settimana la votazione del parere al Governo sull'atto in titolo, nonché sull'atto n. 609, recante lo schema di Piano sanitario nazionale 2006-2008, in considerazione della delicatezza dei due provvedimenti e dell'esigenza di un più ampio dibattito.

Piergiorgio MASSIDDA (FI) si dichiara contrario al rinvio, evidenziando l'incertezza dei lavori parlamentari della prossima settimana e gli impegni della campagna elettorale.

Fabio Stefano MINOLI ROTA (FI), relatore, considerato che la discussione può ritenersi conclusa, dopo gli interventi della seduta di ieri e la sua replica di oggi, ritiene si possa procedere alla votazione della proposta di parere.

Il sottosegretario Cesare CURSI concorda sull'opportunità di procedere al più presto alla votazione del parere al Governo, in modo che quest'ultimo possa completare i suoi lavori in vista dell'adozione del decreto legislativo.

Giuseppe PALUMBO, presidente, preso atto degli interventi, ritiene si possa procedere oggi alla votazione della proposta di parere sullo schema di decreto legislativo in titolo e allo svolgimento della relazione introduttiva sullo schema di Piano sanitario nazionale 2006-2008, rinviando ad altra seduta la relativa discussione.

La Commissione approva la proposta di parere del relatore sull'atto in titolo, come da ultimo riformulata (vedi allegato 1).


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Schema di regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2003, n. 129, concernente norme di organizzazione del Ministero della Salute.
Atto n. 608.
(Esame e conclusione - Parere favorevole con osservazione).

La Commissione inizia l'esame.

Giuseppe PALUMBO, presidente, ricorda che la Commissione è chiamata ad esprimere al Governo il parere sullo schema di regolamento in titolo. Avverte altresì che sono pervenuti i rilievi della Commissione bilancio sulle conseguenze di carattere finanziario.

Gianni MANCUSO (AN), relatore, ricorda che lo schema di decreto in esame istituisce nell'ambito del Ministero della salute un nuovo Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti, in attuazione di quanto stabilito dall'articolo 1, comma 3, del decreto legge 1o ottobre 2005, n. 202, convertito, con modificazioni, nella legge 30 novembre 2005, n. 244, recante Misure urgenti per la prevenzione dell'influenza aviaria, il quale ha previsto, altresì, che il medesimo Dipartimento sia articolato in tre uffici di livello dirigenziale generale.
Si sofferma, quindi, sull'articolato del provvedimento, rilevando, innanzitutto, che l'articolo 2, commi 1 e 2, dello schema di decreto - novellando l'articolo 4 del regolamento vigente (di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2003, n. 129, «Regolamento di organizzazione del Ministero della salute») - abroga le disposizioni relative alla Direzione generale della sanità veterinaria e degli alimenti, i cui compiti vengono assorbiti dai tre uffici di livello dirigenziale generale del nuovo Dipartimento. Il comma 3 dell'articolo 2 dello schema di decreto, introducendo l'articolo 4-bis nel citato Regolamento di organizzazione del Ministero della salute, istituisce il Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti chiamato in particolare a garantire la sicurezza alimentare, la sanità veterinaria e il benessere degli animali, ad assicurare la ricerca e la sperimentazione, il finanziamento ed il controllo degli Istituti zooprofilattici sperimentali, nonché a curare i rapporti internazionali concernenti il settore di competenza. Il nuovo Dipartimento dovrà inoltre garantire la valutazione del rischio in materia di sicurezza alimentare, il coordinamento degli uffici veterinari per gli adempimenti comunitari (UVAC) e dei Posti d'ispezione frontaliera veterinari (PIF), oltre ad occuparsi, infine, della nutrizione, dei dietetici e degli integratori alimentari a base di erbe, dei farmaci veterinari, dell'alimentazione animale e della verifica dei sistemi di prevenzione veterinaria ed alimentare.
Ricorda che, all'interno del Dipartimento, opererà il Centro nazionale di lotta contro le malattie animali (istituito dall'articolo 1, comma 1, del decreto-legge n. 202 del 2005). Al riguardo, ricorda che il Centro nazionale definisce e programma gli obiettivi e le strategie di controllo e di eradicazione delle malattie e svolge compiti di indirizzo, coordinamento e verifica ispettiva, anche per le finalità di profilassi internazionale, avvalendosi direttamente degli Istituti zooprofilattici sperimentali. Il Centro nazionale è presieduto dal Capo Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, che svolge le funzioni di Capo dei servizi veterinari italiani ed è responsabile dell'Unità centrale di crisi di cui si avvale il Centro nazionale. L'Unità di crisi è unica per tutte le malattie animali e opera quale organismo di raccordo tra tutti gli analoghi organismi a livello regionale.
Rileva, infine, che i commi da 4 a 7 del nuovo articolo 4-bis, introdotto nel Regolamento dallo schema in esame, istituiscono e definiscono i compiti dei tre uffici di livello dirigenziale generale in cui si articola il nuovo Dipartimento, e cioè: la Direzione generale della sanità animale e del farmaco veterinario, che gestisce il controllo delle malattie animali, i medicinali veterinari e l'alimentazione degli animali stessi; la Direzione Generale della sicurezza degli alimenti e della nutrizione,


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che si occupa dei prodotti di origine vegetale ed animale, di prodotti fitosanitari e della gestione del sistema di «allerta alimentare»; e il Segretariato nazionale della valutazione del rischio della catena alimentare, cui fa capo la valutazione di tutti i tipi di rischi connessi al consumo di alimenti.
In conclusione, formula una proposta di parere favorevole con un'osservazione (vedi allegato 2), intesa a raccomandare al Governo il recepimento dei rilievi espressi dalla Commissione bilancio in relazione all'atto in esame.

Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.

Schema di decreto legislativo recante modifiche al decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 132, di attuazione della direttiva 2003/43/CE, relativa agli scambi intracomunitari e alle importazioni di sperma di animali della specie bovina.
Atto n. 614.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato il 15 febbraio 2006.

Giuseppe PALUMBO, presidente, avverte che non è ancora pervenuto il parere della Conferenza Stato-regioni. Rinvia pertanto il seguito dell'esame ad altra seduta.

Schema di Piano sanitario nazionale 2006-2008.
Atto n. 609.
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame.

Giuseppe PALUMBO, presidente, ricorda che la Commissione inizia oggi l'esame, ai fini dell'espressione del parere al Governo, dello schema di Piano sanitario nazionale 2006-2008. Fa presente, al riguardo, che il Governo non ha ancora conseguito la prescritta intesa con la Conferenza unificata Stato-regioni-autonomie locali, pur avendo acquisito alcune prime osservazioni e valutazioni della Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome. Lo schema è stato nondimeno assegnato alla Commissione, affinché lo esamini, in considerazione del fatto che il Ministro della salute, con lettera del 2 febbraio scorso al Presidente della Camera, ha rappresentato l'urgenza di procedere nell'iter per l'adozione del Piano sanitario nazionale. D'altra parte, il Ministro per i rapporti con il Parlamento, nel confermare, con lettera del 6 febbraio scorso al Presidente della Camera, le ragioni dell'urgenza, ha nel contempo assicurato l'impegno del Governo a rinnovare la procedura per l'espressione del parere parlamentare - nel senso di procedere quindi ad una nuova richiesta di parere - nel caso in cui il testo ora sottoposto all'esame della Commissione dovesse subire sostanziali modifiche a seguito del perfezionamento dell'intesa con la Conferenza unificata.

Francesco STAGNO d'ALCONTRES (FI), relatore, introduce l'esame dell'atto in titolo ricordando che il Piano sanitario nazionale è uno strumento istituito dalla legge n. 833 del 1978, e successive modificazioni, allo scopo di realizzare le esigenze di programmazione sanitaria in merito allo svolgimento delle attività istituzionali del Servizio sanitario nazionale. L'articolo 1 del decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modificazioni, a sua volta, ha dettato le procedure per la presentazione e l'approvazione del Piano e ne ha determinato il contenuto, mantenendone il ruolo centrale nell'organizzazione dei servizi sanitari e nella determinazione dei livelli di assistenza sul territorio. La normativa prevede che il Piano sia predisposto dal Governo, su proposta del Ministro della salute, sentite le commissioni parlamentari competenti per la materia, le quali si esprimono entro trenta giorni dalla data di trasmissione dell'atto, nonché le confederazioni sindacali maggiormente rappresentative, le quali rendono il parere entro venti giorni, tenendo conto delle proposte trasmesse dalle regioni entro il


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31 luglio dell'ultimo anno di vigenza del piano precedente. Il Governo, ove si discosti dal parere delle Commissioni, è tenuto a darne motivazione.
Ricorda che il Piano sanitario nazionale è adottato d'intesa con la Conferenza unificata Stato-regioni-autonomie locali, di cui al decreto legislativo n. 281 del 1997. A questo riguardo evidenzia, come già ricordato dal presidente Palumbo, che lo schema di Piano sanitario nazionale 2006-2008 è stato inviato alle Camere prima che fosse acquisita l'intesa con la Conferenza unificata, ma che il Governo si è d'altra parte impegnato a richiedere alle Camere un nuovo parere ove, a seguito dell'intesa, lo schema in esame dovesse essere modificato.
Ricorda poi che l'arco temporale di riferimento del piano è triennale e che l'adozione dello stesso da parte del Governo deve avvenire entro il 30 novembre dell'ultimo anno di vigenza del Piano precedente. Al riguardo fa presente che l'ultimo Piano sanitario nazionale, emanato con decreto del Presidente della Repubblica del 23 maggio 2003, è riferito al periodo 2003-2005, per cui il nuovo Piano avrebbe dovuto essere adottato entro il novembre 2005. Sussistono quindi oggettive ragioni di urgenza, mentre d'altra parte il ritardo accumulato è dovuto in buona parte all'ampio lavoro di consultazione svolto dal Governo con le regioni e con le organizzazioni sindacali. Ricorda che, assai prima della scadenza del Piano 2003-2005, il Ministero della salute ha avviato le procedure per l'adozione del nuovo Piano 2006-2008. A tal fine, con nota del 27 maggio 2005 sono state richieste ai Presidenti delle regioni le proposte per il nuovo Piano da presentare al Consiglio dei Ministri per l'approvazione in via preliminare. Nella seduta della Conferenza Stato-regioni del 22 settembre 2005 è stata resa un'informativa sulle linee generali del Piano sanitario nazionale. Successivamente, in data 24 novembre 2005 è stato approvato in sede di Conferenza Stato-regioni il documento delle regioni per la definizione di una proposta condivisa sul nuovo Piano. Da ultimo, in data 5 gennaio 2006, il Ministro della salute ha chiesto l'iscrizione dello schema di Piano all'ordine del giorno della Conferenza unificata del 26 gennaio 2006, al fine di acquisire l'intesa necessaria per l'adozione del nuovo Piano sanitario. In tale seduta la discussione sul documento non ha però avuto inizio.
Riguardo all'intesa con la Conferenza unificata, osserva, incidentalmente, che, in base a quanto disposto dalla legge finanziaria per il 2006 (articolo 1, comma 279), l'adozione della stessa entro il 31 marzo 2006 costituisce condizione necessaria per l'accesso al finanziamento previsto per il ripiano dei disavanzi del Servizio sanitario nazionale per il periodo 2002-2004.
Per quanto riguarda il contenuto del Piano, rileva, in estrema sintesi, come il testo proposto dal Governo esamini le prospettive che, in vari ambiti, caratterizzeranno nei prossimi anni lo sviluppo delle politiche sanitarie nazionali. In particolare, l'analisi effettuata tiene conto delle politiche sanitarie internazionali (OMS e OCSE) e europee; della situazione economica, demografica ed epidemiologica del Paese; dell'evoluzione scientifica e tecnologica; e del rapporto tra il nuovo Piano sanitario nazionale e la precedente programmazione sanitaria nazionale e regionale. In particolare, dell'attuale fase istituzionale, il Piano tiene conto del cosiddetto federalismo sanitario e dell'assetto istituzionale e delle competenze derivante dal Titolo V della Costituzione, insistendo sull'importanza degli strumenti pattizi dell'accordo e dell'intesa tra il Governo centrale e le autonomie regionali e locali, sull'importanza delle politiche integrate e sulla sinergia tra lo Stato e le regioni.
In tale prospettiva, il Piano riconferma i principi fondativi del Servizio sanitario nazionale, con particolare riguardo all'uniformità dell'offerta sanitaria sul territorio nazionale, tenendo conto degli attuali sviluppi istituzionali in tema di federalismo sanitario. A tal fine il documento individua quattro linee strategiche: connotare in senso europeo il Servizio sanitario nazionale; evidenziare quattro grandi ambiti di rinnovamento (prevenzione e promozione


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della salute, riqualificazione delle cure primarie, migliorare e razionalizzare i percorsi di diagnosi e terapia, garantire l'integrazione tra prevenzione, prestazioni sanitarie specialistiche ed ospedaliere e servizi sociali); promuovere la ricerca e lo sviluppo; e garantire la partecipazione dei cittadini.
Osserva che la realizzazione delle quattro linee strategiche testé indicate è affidata alla realizzazione di progetti ed azioni (cosiddetti di sistema), in grado di incidere trasversalmente nel Servizio sanitario nazionale, e di progetti ed azioni su temi specifici, evidenziando che uno specifico capitolo è dedicato al monitoraggio dell'attuazione dei LEA e alla valutazione delle performance del Servizio sanitario nazionale e del Piano sanitario nazionale e che grande importanza viene annessa alle linee strategiche che passano per la promozione del governo clinico e per l'integrazione dei diversi soggetti del Sistema sanitario nazionale, dai medici di base alle strutture ospedaliere.
Da ultimo, rileva che il Piano sanitario nazionale in esame individua un primo gruppo di interventi di carattere più generale, indicati come progetti e azioni di sistema, e un secondo gruppo di interventi più specifici e dettagliati, indicati come progetti e azioni tematiche. In particolare, tra i progetti e le azioni tematiche, ricorda quelli per la piena attuazione dei LEA, la qualità ed equità delle prestazioni, le politiche per la qualificazione delle risorse umane del Servizio sanitario nazionale, la promozione di linee guida e il sistema nazionale Linee guida, l'ammodernamento strutturale e tecnologico, la promozione della ricerca sanitaria, il lavoro in rete delle strutture e le reti di interesse nazionale e le reti costituenti requisiti minimi dei sistemi regionali, il sostegno alla famiglia e promozione della maternità e il completamento del processo di aziendalizzazione. Per quanto riguarda, invece, le azioni tematiche, ricorda, tra gli altri, i seguenti ambiti di intervento: il dolore e la sofferenza nei percorsi di cura e l'umanizzazione dell'ospedale; le grandi patologie, come tumori, malattie cardiovascolari, diabete e malattie respiratorie; la sicurezza dei pazienti; la rete assistenziale per le cure palliative; la sorveglianza sindromica, il controllo delle malattie diffusive e gli eventi inattesi; la non autosufficienza; la tutela della salute mentale; le dipendenze connesse a particolari stili di vita; la salute nelle prime fasi di vita, infanzia e adolescenza; gli interventi in materia di salute degli immigrati e delle fasce sociali marginali; la sanità veterinaria e il benessere animale e la sicurezza alimentare.

Giuseppe PALUMBO, presidente, rileva che, come accennato dallo stesso relatore, lo schema di Piano sanitario nazionale 2006-2008 attribuisce grande importanza alla promozione del governo clinico come mezzo per il rinnovamento del Servizio sanitario nazionale. Ricorda, a questo riguardo, l'impegno profuso dalla Commissione e da lui, in qualità di relatore, sui progetti di legge di riforma del sistema di governo dell'azienda clinica (C. 5107 e abbinati), manifestando rammarico per il fatto che non è stato possibile completarne l'iter di esame ed esprimendo l'auspicio che nella prossima legislatura, ripreso il lavoro fin qui svolto, si giunga finalmente alla revisione della normativa in materia, come da più parti auspicato in vista di una sanità più efficiente.

Il sottosegretario Cesare CURSI sottolinea lo sforzo compiuto dal Governo per coinvolgere al meglio, nella stesura del Piano sanitario nazionale 2006-2008, le autonomie territoriali e le organizzazioni sindacali, che sono state interpellate con ampi margini di tempo e con le quali si sono svolti numerosi dibattiti in sede di tavolo tecnico. Esprime pertanto l'auspicio che le Commissioni parlamentari competenti si esprimano al più presto, in modo che il Governo possa valutare anche il loro contributo e procedere alla definitiva adozione del Piano.

Il sottosegretario Domenico DI VIRGILIO, dopo essersi associato all'auspicio del sottosegretario Cursi ed aver ricordato a sua volta l'importanza del lavoro svolto


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dalla Commissione per una riforma del governo dell'azienda clinica, esprime l'avviso che il Piano sanitario nazionale predisposto dal Governo per il prossimo triennio costituisca una eccellente base di lavoro e punto di riferimento per un progetto di ampio respiro in vista del rinnovamento del Servizio sanitario nazionale.

Giuseppe PALUMBO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.