Commissioni Riunite II e XII - Resoconto di mercoledý 10 marzo 2004


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SEDE REFERENTE

Mercoledì 10 marzo 2004. - Presidenza del presidente della II Commissione Gaetano PECORELLA. - Interviene il Ministro per le pari opportunità Stefania Prestigiacomo.

La seduta comincia alle 14.

Disposizioni concernenti il divieto delle pratiche di mutilazione sessuale.
C. 150 Cè, C. 3282 Giulio Conti, C. 3884, approvato dal Senato, C. 3867 Giulio Conti e C. 4204 Di Virgilio.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato da ultimo, nella seduta del 24 febbraio 2004.

Gaetano PECORELLA, presidente, ricorda che le Commissioni hanno esaminato gli emendamenti riferiti all'articolo 1 del testo unificato. Inoltre, il 2 marzo si sono svolte le audizioni informali di rappresentanti di associazioni che operano a tutela delle vittime delle pratiche di mutilazioni genitali femminili. Avverte che i relatori hanno presentato un emendamento all'articolo 2 del testo unificato (vedi allegato).
Prima di passare all'esame degli emendamenti all'articolo 2, ricorda, inoltre, che le proposte di legge all'ordine del giorno sono state inserite nel calendario dell'Assemblea a partire da lunedì 29 marzo.

Carolina LUSSANA (LNFP), relatore per la II Commissione, esprime parere contrario sugli emendamenti Kessler 2.2 e 2.3; esprime parere favorevole sull'emendamento Cima 2.1, purché riformulato nel senso di prevedere nell'ambito dei programmi di cooperazione allo sviluppo condotti dal Ministero degli Affari Esteri anche quelli previsti per la promozione dei diritti delle donne e nel senso di prevedere presso le popolazioni in cui sono diffuse queste pratiche centri antiviolenza (vedi allegato); esprime parere favorevole sugli emendamenti Valpiana 2.8, Bimbi 2.6, Valpiana 2.9, sugli identici emendamenti Magnolfi 2.4 e Valpiana 2.10, sugli emendamenti Valpiana 2.11, 2.12 e 2.13, il cui contenuto risulterebbe comunque assorbito dall'approvazione dell'emendamento Cima 2.1 come eventualmente riformulato;


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esprime parere contrario sull'emendamento Bimbi 2.7 e parere favorevole sull'emendamento Magnolfi 2.5. Anche quest'ultimo risulterebbe assorbito dall'approvazione dell'emendamento Cima 2.1 come eventualmente riformulato. Raccomanda l'approvazione dell'emendamento 2.40 dei relatori, col quale si introduce la necessità della richiesta da parte del Ministro della giustizia per perseguire i reati indicati dall'articolo 604 del codice penale, tra i quali rientrerebbe anche quello relativo alla pratica delle mutilazioni genitali femminili.

Laura CIMA (Misto-Verdi-U) accetta la riformulazione proposta dal relatore.

Giovanni KESSLER (DS-U), nell'illustrare i suoi emendamenti 2.2 e 2.3, sottolinea che la formulazione del primo comma dell'articolo 2, così come proposta nel testo unificato dei relatori, rischia di estendere eccessivamente la giurisdizione italiana. Secondo tale disposizione, per i reati indicati dall'articolo 604 del codice penale, in deroga ai princìpi generali, si applicherebbe la legge italiana anche quando il fatto è commesso all'estero da cittadino straniero residente o dimorante in Italia, ovvero in danno di cittadino straniero residente o dimorante in Italia ovvero in concorso con cittadino straniero residente o dimorante in Italia. In particolare, esprime forti perplessità per l'estensione della giurisdizione italiana alle ipotesi in cui il reo o il soggetto passivo del reato siano dimoranti in Italia. Osserva che verrebbe utilizzato un criterio meramente fattuale che non può essere considerato idoneo a determinare giuridicamente l'ambito di applicazione della legge italiana. Evidenzia infatti che la dimora nel diritto civile è un termine utilizzato per indicare una condizione precaria ed occasionale. Da un punto di vista politico si dichiara meravigliato del fatto che la disposizione in esame, volta ad estendere in maniera così ampia la giurisdizione italiana, provenga da una forza politica, quale quella di appartenenza del relatore per la II Commissione, da sempre contraria all'allargamento della giurisdizione nazionale.

Anna FINOCCHIARO (DS-U) sottolinea che la norma è stata prevista dai relatori presumibilmente al fine di punire gli stranieri residenti in Italia che, per eludere la legge italiana, compiano le pratiche di mutilazioni genitali a danno dei figli all'estero. Tuttavia ritiene che l'articolo 2 come formulato dai relatori non solo crei i problemi di giurisdizione sottolineati dall'onorevole Kessler, ma non realizzi neanche i predetti fini. Invita pertanto all'approvazione dell'emendamento Kessler 2.2 soppressivo del primo comma dell'articolo 2.

Marcella LUCIDI (DS-U) si associa alle osservazioni avanzate dagli onorevoli Kessler e Finocchiaro, non ritenendo opportuno introdurre nell'ordinamento delle deroghe ai princìpi generali che regolano l'applicazione della legge penale italiana a fatti commessi all'estero. Inoltre evidenzia che nel nuovo testo dell'articolo 604 del codice penale che si vuole modificare con il testo unificato in esame, non si preveda la necessaria richiesta del ministro di grazia e giustizia.

Carolina LUSSANA (LNFP), relatore per la II Commissione, al fine di evitare qualsiasi dubbio interpretativo circa l'applicazione della legge penale italiana, accoglie le osservazioni avanzate dall'onorevole Kessler sulla inopportunità del riferimento alla dimora. Evidenzia che l'intento della norma in esame è quello di punire coloro i quali, al fine di sottrarsi alla normativa italiana ricorrono alle pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili anche al di fuori dello Stato. Annuncia comunque la presentazione dell'emendamento dei relatori 2.51 (vedi allegato) volto a sopprimere le parole «o dimorante» dal primo comma dell'articolo 2.

Il ministro Stefania PRESTIGIACOMO esprime parere favorevole sugli emendamenti 2.51 dei relatori e Cima 2.1 (seconda formulazione).


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Giovanni KESSLER (DS-U), pur apprezzando la nuova riformulazione del primo comma dell'articolo 2, sottolinea tuttavia che si continua a prevedere un eccessivo allargamento della sfera di giurisdizione italiana per i reati, indicati nell'articolo 604 del codice penale, nel caso in cui siano compiuti all'estero.

Marcella LUCIDI (DS-U) evidenzia che le modifiche all'articolo 604 del codice penale, che si vogliono apportare con la proposta in esame, allargano eccessivamente le fattispecie di reato compiuti all'estero e punibili dalla legge italiana, in quanto non sarebbe più previsto, quale requisito di punibilità, la commissione di un reato per il quale è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni.

Beatrice Maria MAGNOLFI (DS-U) chiede se la formulazione dell'articolo 604 come proposta dall'articolo 2 del testo unificato, si riferisca agli stranieri già residenti nel territorio italiano al momento della commissione del fatto, o se possa riferirsi anche a coloro i quali acquistino la residenza in Italia anche successivamente.

Gaetano PECORELLA, presidente, sottolinea che la nuova formulazione dell'articolo 604 del codice penale non modifica la disciplina della questione sollevata dall'onorevole Magnolfi, per cui appare evidente che la disposizione trova applicazione solamente nel caso in cui il cittadino straniero sia residente in Italia nel momento in cui si realizza il reato.

Carolina LUSSANA (LNFP), relatore per la II Commissione, al fine di individuare una soluzione normativa che tenga conto dei rilievi emersi nel corso della discussione circa la disciplina dei fatti commessi all'estero, propone di accantonare gli emendamenti 2.2, 2.3 e 2.51

Le Commissioni dopo aver accantonato gli emendamenti 2.2, 2.3 e 2.51, approvano l'emendamento Cima 2.1 (seconda formulazione).

Gaetano PECORELLA, presidente, avverte che a seguito dell'approvazione dell'emendamento Cima 2.1 (seconda formulazione), sono da considerare assorbiti gli emendamenti Valpiana 2.8, Bimbi 2.6, Valpiana 2.9, Magnolfi 2.4, Valpiana 2.10, 2.11, 2.12 e 2.13, Bimbi 2.7 e Magnolfi 2.5.

Carolina LUSSANA (LNFP), relatore per la II Commissione, si rimette alla Commissione per quanto riguarda gli emendamenti Magnolfi 3.1 e Valpiana 3.2; esprime parere contrario sull'emendamento Valpiana 3.3.

Il ministro Stefania PRESTIGIACOMO si associa ai pareri espressi dal relatore per la II Commissione.

Beatrice Maria MAGNOLFI (DS-U) invita ad approvare il suo emendamento 3.1, in quanto volto a ridurre a dieci anni la pena accessoria della interdizione dall'esercizio della professione medica per coloro i quali hanno compiuto i reati di pratiche di mutilazioni dei genitali femminili ed a prevedere la comunicazione all'ordine dei medici. Ritiene infatti eccessiva la previsione della interdizione perpetua dall'esercizio della professione prevista dall'articolo 3.

Gaetano PECORELLA, presidente, esprime perplessità circa la previsione della pena accessoria della sospensione di una professione tanto delicata quanto quella sanitaria per un lungo periodo.

Carla CASTELLANI (AN), pur comprendendo la logica sottesa all'emendamento Magnolfi 3.1, ritiene si debba considerare l'ipotesi di un possibile ravvedimento dell'esercente la professione sanitaria e che pertanto possa essere sufficiente prevedere l'interdizione dall'esercizio della professione per un periodo inferiore a quello indicato dall'emendamento Magnolfi 3.1, anche di un solo anno.


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Domenico DI VIRGILIO (FI), relatore per la XII Commissione, rileva che il medico che contravviene ai divieti indicati dall'articolo 1 abbia consapevolezza della particolarità del reato che commette. Ritiene pertanto adeguata la previsione dell'interdizione dall'esercizio della professione per un periodo di dieci anni. Prospetta peraltro la possibilità di prevedere, nel caso di recidiva, l'interdizione perpetua.

Giovanni KESSLER (DS-U) ritiene che potrebbero costituire un efficace deterrente per il compimento di mutilazioni genitali femminili ad opera degli operatori sanitari le elevate pene previste dall'articolo 1 del testo unificato e non certo l'interdizione dall'esercizio della professione medica. Inoltre sottolinea che l'interdizione perpetua dalla professione medica prevista dal primo comma dell'articolo 3 difficilmente possa coordinarsi con la previsione prevista dall'articolo 30 del codice penale. Ritiene pertanto più che ragionevole prevedere quale pena accessoria l'interdizione dalla professione medica per non più di cinque anni.

Tiziana VALPIANA (RC), rilevato che il medico che commette il reato esercita la professione in Italia e dovrebbe pertanto essere consapevole della gravità del reato medesimo, ritiene debba essere prevista una pena accessoria consistente.

Marcella LUCIDI (DS-U) sottolinea l'opportunità di coordinare la normativa in esame con quella contenuta nell'articolo 30 del codice penale. Ritiene inoltre opportuno acquisire la normativa sui trapianti per gli aspetti che riguardano la misura e la graduazione delle sanzioni.

Le Commissioni approvano l'emendamento Magnolfi 3.1.

Tiziana VALPIANA (RC) illustra il proprio emendamento 3.2, volto a prevedere che le strutture sanitarie private accreditate o private nelle quali sia stato commesso il reato perdano l'accreditamento o il permesso al funzionamento, in analogia a quanto previsto dalla legge sui trapianti.

Domenico DI VIRGILIO (FI), relatore per la XII Commissione, sottolinea che il responsabile della struttura accreditata potrebbe non essere al corrente del reato commesso all'interno della struttura medesima. Pertanto ritiene si potrebbe prevedere una sanzione amministrativa, piuttosto che la perdita dell'accreditamento.

Gaetano PECORELLA, presidente, propone di accantonare l'emendamento Valpiana 3.2.

Le Commissioni accolgono la proposta di accantonamento dell'emendamento Valpiana 3.2.

Carolina LUSSANA (LNFP), relatore per la II Commissione, pur condividendone il merito, sottolinea di aver espresso parere contrario all'emendamento Valpiana 3.3, in quanto secondo la costante giurisprudenza di legittimità, seguita anche dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 88 del 12 luglio 1979, nella previsione di cui all'articolo 2043 del codice civile è già compresa la risarcibilità del cosiddetto danno biologico.

Tiziana VALPIANA (RC) ritira il suo emendamento 3.3.

Domenico DI VIRGILIO (FI), relatore per la XII Commissione, esprime parere favorevole sugli identici emendamenti Valpiana 4.6 e Cima 4.4. Invita al ritiro dell'articolo aggiuntivo Maura Cossutta 4.03, sul quale altrimenti il parere è contrario, ed esprime parere contrario sui restanti emendamenti ed articoli aggiuntivi riferiti all'articolo 4.

Il ministro Stefania PRESTIGIACOMO esprime parere conforme a quello espresso dal relatore.

Marcella LUCIDI (DS-U) ritiene che sarebbe opportuno prevedere un'inversione dell'ordine degli articoli del testo


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unificato, ponendo ai primi articoli le disposizioni di carattere sociale a sostegno delle vittime delle mutilazioni genitali femminili, anziché quelle sanzionatorie. Evidenzia che in tal modo il messaggio della legge non sarebbe di esclusiva repressione delle pratiche di mutilazione genitale femminile, ma sarebbe soprattutto di aiuto e di sostegno alle minori colpite da tali pratiche. Inoltre ricorda che l'importanza del sostegno alle vittime delle mutilazioni è stata con forza sostenuta anche dalle rappresentanti delle associazioni che operano a tutela delle vittime delle pratiche di mutilazioni genitali femminili audite nella seduta del 2 marzo.

Domenico DI VIRGILIO (FI), relatore per la XII Commissione, concorda con la proposta del deputato Lucidi che reputa coerente con la logica sottesa al provvedimento, che persegue finalità di prevenzione, di formazione e di informazione al fine di scongiurare il ricorso a pratiche che rappresentano una grave offesa alle donne. Rileva quindi che un'inversione dell'ordine degli articoli verrebbe ad assumere un significato non solo formale.

Carla CASTELLANI (AN) si associa alla richiesta del deputato Lucidi.

Tiziana VALPIANA (RC) osserva che la richiesta del deputato Lucidi corrisponde ad una sollecitazione avanzata dalle rappresentanti delle associazioni che operano a tutela delle vittime delle pratiche di mutilazioni genitali femminili ed appare importante anche ai fini della presentazione della normativa in esame come improntata ad una logica di prevenzione e non solo di mera condanna della pratiche richiamate.

Il ministro Stefania PRESTIGIACOMO si dichiara favorevole alla proposta dell'onorevole Lucidi sottolineando che l'intento principale del testo in esame è proprio quello di potenziare l'aspetto sociale di tutela e protezione delle vittime di tali pratiche.

Carolina LUSSANA (LNFP), relatore per la II Commissione, si dichiara favorevole alla proposta dell'onorevole Lucidi.

Gaetano PECORELLA, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.10.